La storia di Villa Basilica, nel territorio lucchese, è profondamente legata alla lavorazione del ferro e alla produzione delle armi bianche, in particolare delle spade. Per oltre duemila anni questa valle ha rappresentato un centro di eccellenza artigianale, lasciando un’eredità che ancora oggi caratterizza l’identità del territorio.
I primi insediamenti rilevanti risalgono all’epoca del Regno Ligure. È probabile che la lavorazione del ferro fosse inizialmente destinata alla produzione di armi per i guerrieri liguri, noti per la loro forza e abilità in battaglia.
Nel 184 a.C., alle Marzalle di Pescia, le legioni romane subirono una dura sconfitta ad opera dei Liguri. Solo successivamente Roma riuscì a imporsi, pacificando il territorio e insediando nel Lucchese una colonia di duemila cittadini romani. Questo territorio prese il nome di Villa.
Gli eserciti romani che transitavano da questa valle per oltrepassare l’Appennino si rifornivano qui di armi. Già prima del regno dell’imperatore Adriano (117–138 d.C.) furono assegnate ai Lucchesi celebri fabbriche primitive di spade, note come fabbriche lucensi.
Intorno all’anno 1000, Villa era famosa in tutta la penisola italiana per la lavorazione del ferro e venne soprannominata “Villa dei Battiferri”, a causa del continuo risuonare dei martelli sulle incudini. La posizione strategica e la ricchezza delle risorse favorirono uno straordinario sviluppo economico.
Solo dopo l’anno Mille, con l’edificazione della grandiosa Pieve di Santa Maria Assunta in stile romanico-lucchese, al nome Villa venne aggiunto il determinativo “Basilica”.
L’importanza dell’industria delle armi bianche fu tale che, nelle misure ufficiali lucchesi, esisteva una denominazione specifica: la “cassa di Villa”, che conteneva 208 foglie o lame.
Ogni fabbricante incideva il proprio nome sulle spade, rendendo possibile l’identificazione delle famiglie che esercitarono quest’arte. Tra le più celebri si ricordano i Nacchi, i Cataldo, Girolamo di Matteo, Giovanni Angeli e soprattutto i Biscotti, considerati i più noti fabbricanti di spade di Villa Basilica.
La qualità delle spade villesi era riconosciuta ben oltre i confini toscani. Un manoscritto del tardo XV secolo conservato presso la Biblioteca Nazionale di Madrid cita Antonio come uno dei sei migliori spadari del tempo, insieme a Piero e Chataldo, anch’essi originari di Villa Basilica.
Gli stessi nomi compaiono anche in un manoscritto della Biblioteca Reale di Bruxelles, confermando la fama internazionale raggiunta dagli armaioli villesi.
Un episodio emblematico emerge dalla corrispondenza tra Luigi Pulci e Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico. In una lettera datata 1° febbraio 1465, Pulci racconta di un viaggio appositamente compiuto a Villa Basilica per acquistare cinque spade: una per Lorenzo, una per Pietro Capponi, una per Tommaso Capponi, una per Ruberto e una per sé.
Pulci ricorda come la famiglia Biscotti fosse allora celebre per la qualità della sua produzione. Durante quella visita, un’altra spada venne promessa a Lorenzo come dono da parte di un grande maestro, detto Biscottino, che avrebbe voluto provarla personalmente prima di spedirla al Magnifico.
Oggi le spade fabbricate a Villa Basilica possono essere ammirate nei più importanti musei del mondo. Sono testimonianza di una tradizione artigianale che ha reso questo borgo toscano famoso dall’antichità fino al primo Rinascimento.
La storia delle spade di Villa Basilica è una storia di ferro, ingegno e identità territoriale, un patrimonio culturale che merita di essere conosciuto e valorizzato, al pari dei castelli e dei borghi che raccontano l’anima più autentica della Toscana.