Castello di Cerreto Ciampoli

Dove si trova

Il Castello di Cerreto sorge su un’altura collinare che domina la Val d’Arbia e un’ampia porzione del Chianti. Si trova a pochi chilometri dai borghi di Pianella e Pievasciata, lungo una suggestiva strada bianca panoramica — la Strada Comunale SC16 di Pievasciata — raggiungibile dalla SP408 seguendo l'indicazione 'Hotel le Fontanelle'. Dopo circa 2 chilometri, lasciata l’auto nei pressi di Villa il Cerreto, si prosegue a piedi per alcune centinaia di metri nel bosco, imboccando il sentiero sulla sinistra, accanto a una piccola cappella situata al margine della strada.

La storia

Oggi sono in pochi a sapere che tra Pievasciata e Pianella, a ridosso del corso dell’Arbia, si conservano i ruderi del Cerrettaccio. Ci troviamo nel cuore del Chianti senese, a pochi chilometri da Siena, lungo un percorso immerso in un fitto bosco di lecci: all’improvviso, tra la vegetazione, si apre davanti a noi un arco di pietra, ingresso dell’antico castello di Cerreto Ciampoli.

Questa fortificazione, che per secoli difese il territorio lungo la valle dell’Arbia, faceva parte del complesso sistema difensivo della Repubblica di Siena, impegnata nel controllo dei confini con la rivale Repubblica di Firenze. In questo contesto, il Cerrettaccio non era una grande rocca urbana, ma una struttura di frontiera, destinata al presidio del territorio e al controllo delle direttrici locali, spesso teatro di scontri, assedi e frequenti cambi di proprietà.

Alcuni documenti d’archivio confermano l’esistenza del castello già nel 1097 e attestano che nel 1142 venne venduto a una consorteria locale, poi nota come Cerretani, da cui deriva il nome del luogo. Intorno al 1230 vi veniva inviato ogni sei mesi un Podestà della Repubblica di Siena per amministrare la giustizia, segno dell’importanza strategica del sito.

Nel 1232 il castello fu espugnato dall’esercito della Repubblica di Firenze, nel quadro dei continui scontri tra le due potenze per il controllo del territorio. Un accordo impose la distruzione della fortificazione, ma questa non venne mai realmente attuata. Alla fine del XIII secolo Siena tornò progressivamente in possesso del complesso, ottenendone il pieno controllo nel 1348.

Nel corso del XIV e XV secolo il Cerreto Ciampoli fu oggetto di una significativa trasformazione architettonica: da insediamento originario si evolse in una vera e propria fortezza. 

Con il passare del tempo, la posizione isolata e difficilmente controllabile rese il castello un rifugio ideale per briganti e fuoriusciti senesi. Proprio per questo motivo, nella prima metà del XVI secolo, fu la stessa Siena a decretarne la distruzione definitiva.

Ancora oggi, analizzando le strutture superstiti, si distinguono chiaramente le diverse fasi costruttive. I ruderi, in parte nascosti dalla vegetazione, conservano elementi significativi: resti della doppia cinta muraria, tracce di abitazioni, una delle quali doveva avere un soffitto a volta, una rampa di scale in pietra e una strada scavata nella roccia lungo il lato nord. Sul lato nord-ovest si riconosce una porta con arco a tutto sesto, mentre una seconda apertura sul lato sud-ovest è solo ipotizzabile a causa dei crolli.

Particolarmente suggestivi sono i resti della torre del cassero, abbattuta nel XVI secolo ma ancora leggibile nelle sue imponenti strutture. Oggi la torre si presenta sotto forma di cinque tronconi di grandi dimensioni adagiati a terra: il primo troncone raggiunge circa 7,5 metri di lunghezza. I muri della torre, che alla base misurano oltre due metri di spessore, sono caratterizzati da un paramento in pietra squadrata e un nucleo in calcestruzzo con un elevato grado di adesione e coesione. La parte sommitale della struttura era invece realizzata in mattoni, come evidenziato dai tronconi terminali del crollo, offrendo una chiara lettura delle tecniche costruttive adottate.

All’esterno del circuito murario si individua anche una piccola chiesa rettangolare, identificabile come la chiesa suffraganea di Santo Stefano a Cerreto, caratterizzata da un interessante architrave monolitico sulla facciata.

Visitare il Cerrettaccio significa vivere un’esperienza diversa rispetto ai castelli più celebri del Chianti. Se luoghi come il Castello di Brolio o il Castello di Meleto offrono percorsi strutturati e legati al turismo enogastronomico, qui si entra in una dimensione più autentica e selvaggia: il silenzio del bosco, la difficoltà del percorso e la presenza discreta delle rovine restituiscono al visitatore la sensazione di una scoperta quasi archeologica.

Il Cerrettaccio rappresenta così uno degli esempi più affascinanti di fortificazione “minore” del territorio senese: meno monumentale, ma fondamentale per comprendere il sistema difensivo medievale e il rapporto tra paesaggio, strategia e potere nel Chianti.

Approfondimenti

Foto di Francesco Viti