Dove si trova
Il castello è raggiungibile tramite due percorsi: uno da valle, dall’abitato di Tavella–Giovagallo, uno da monte, poco sopra l’abitato di Novegigola. Entrambi i percorsi sono di difficoltà media: iniziano con tratti più ampi e ben percorribili, ma nella parte finale diventano più impegnativi, con pendenze maggiori e tratti più stretti e disconnessi. Il tempo di percorrenza è di circa 20–25 minuti dalla strada fino al castello. È quindi necessario affrontarli sempre con abbigliamento e calzature adatte al trekking.
La storia
Il Castello di Giovagallo, nel comune di Tresana, sorge su una collina rocciosa dominante la valle del torrente Penolo, in una posizione naturalmente difesa e difficilmente accessibile. La sua collocazione riflette perfettamente la funzione strategica dei castelli della Lunigiana: controllare le vie di collegamento tra Toscana, Liguria ed Emilia, in un territorio storicamente frammentato in piccoli feudi.
Le prime attestazioni del borgo risalgono già al XIII secolo, quando Giovagallo compare in documenti legati ai rapporti tra i Malaspina e i vescovi-conti di Luni. Nel 1266 il feudo, comprendente anche Bola e Novegigola, passò al marchese Manfredi Malaspina, detto “il Lancia”, che ampliò e fortificò il castello edificando anche un borgo murato su una altura impervia e quasi inaccessibile.
Il complesso rappresentava un tipico esempio di insediamento feudale autosufficiente: oltre alla residenza dei marchesi, ospitava armigeri e servitori, disponeva di una grande cisterna alimentata da una sorgente tramite un condotto sotterraneo e comprendeva un piccolo oratorio. Dalla sua posizione dominante, il castello controllava la viabilità della valle e gran parte del territorio circostante, svolgendo un ruolo chiave nel sistema difensivo della Lunigiana.
Alla storia di Giovagallo è legato il nome di Moroello Malaspina, figlio di Manfredi, figura di rilievo nella politica del tempo, sposato con Alagia Fieschi. Entrambi sono ricordati da Dante Alighieri nella Divina Commedia: Alagia nel Purgatorio come esempio di virtù. Tuttavia, la presenza diretta di Dante nel castello di Giovagallo resta oggetto di discussione tra gli studiosi: secondo la tradizione e alcune interpretazioni, il soggiorno in Lunigiana e il legame con Moroello Malaspina potrebbero aver avuto un ruolo nella ripresa della stesura della Divina Commedia, anche alla luce del racconto dei primi canti ritrovati e consegnati al poeta.
Nel corso dei secoli successivi il feudo seguì le complesse vicende dei Malaspina, tra divisioni ereditarie e conflitti locali. Con il progressivo mutare degli equilibri politici e delle vie di comunicazione, il castello perse lentamente la sua importanza strategica e venne progressivamente abbandonato.
Oggi il Castello di Giovagallo si presenta come un suggestivo rudere medievale immerso nel bosco, lontano dai principali circuiti turistici ma ricco di fascino e memoria. I resti delle mura e delle strutture del borgo raccontano ancora la storia di un luogo che, pur isolato, fu per secoli un importante presidio della Lunigiana medievale. Raggiungibile attraverso sentieri che conducono fino alla sommità della collina, il sito offre ancora oggi un panorama di grande suggestione e un’autentica immersione nella storia del territorio.