Castelvecchio di San Gimignano

Dove si trova

Sulla strada che collega San Gimignano a Castel San Gimignano (SP47), in corrispondenza dell’abitato di San Donato, si imbocca una strada sterratasulla destra provenendo da San Gimignano – seguendo le indicazioni per la Riserva Naturale di Castelvecchio/Il Caggio. Lasciata l’auto in uno degli spiazzi disponibili lungo il percorso, si prosegue a piedi lungo la strada bianca. Ad un certo punto troverete una indicazione per 'Punto Panoramico': non è strettamente necessario deviare, la Torre del Mastio è infatti ben visibile anche dal percorso principale, dal belvedere potete vedere però bene la Torre Sud.

Giunti in località Il Caggio, presso la Tenuta di Castelvecchio, sulla sinistra si imbocca un sentiero che inizia a scendere nel bosco, fino ad attraversare il Botro di Castelvecchio. Dopo il guado, una breve risalita conduce al sito archeologico, raggiungibile tramite una deviazione chiaramente segnalata dal sentiero principale.

L’accesso al borgo fortificato è sbarrato da una catena, trattandosi di proprietà privata. Il percorso complessivo, andata e ritorno, è di circa 5 chilometri, con un dislivello di circa 200 metri, adatto a escursionisti con un minimo di abitudine al cammino su sterrato.

La storia

Castelvecchio: una cittadella fortificata medievale

Definire Castelvecchio semplicemente come un “castello” è riduttivo: si tratta infatti di una cittadella fortificata medievale, un vero e proprio borgo autosufficiente con una struttura urbana complessa, composta da sistemi difensivi, edifici civili e religiosi, viabilità interna, mulini, magazzini e una monumentale cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

Origini e posizione strategica

Castelvecchio sorge su un poggio calcareo naturalmente difeso, tra San Gimignano e Volterra, in un’area frequentata fin dall’antichità. Il colle fu probabilmente una rupe sacra in età etrusca e, dopo una fase di abbandono in epoca romana, venne rifortificato dai Longobardi, che ne compresero l’elevato valore strategico.

Il Castrum Vetus e il Medioevo

Le prime attestazioni medievali risalgono alla prima metà del XII secolo, quando l’insediamento è documentato come Castrum Vetus. Già in questa fase Castelvecchio presenta le caratteristiche di un centro fortificato evoluto.

Nel 1210, il vescovo di Volterra cedette i propri diritti sul borgo al Comune di San Gimignano, sancendo un legame politico e militare destinato a durare oltre un secolo.

Il massimo sviluppo nel Duecento

Nel XIII secolo, Castelvecchio raggiunse il massimo sviluppo. La cittadella venne dotata di una cinta muraria ellittica lunga circa 600 metri, costruita in conci di Pietra di Castelvecchio, materiale estratto da cave locali e apprezzato anche nei centri vicini.

Le mura erano rinforzate da torri quadrangolari disposte a intervalli regolari e da camminamenti di ronda, oggi in parte ancora riconoscibili.

Accessi e strutture militari

L’accesso al borgo avveniva attraverso una porta fortificata, protetta da una torre e probabilmente dotata di ponte levatoio. In posizione dominante sorgeva il mastio quadrato,costruito con la locale pietra di Castelvecchio vero e fulcro del potere militare, ricostruito nel XV secolo ma impostato su strutture più antiche. Seppure in rovina, danneggiato dal terremoto del 1452, dal tempo e ... dai fulmini, resta ancora imponente.

Dal mastio si controllavano sia l’interno della cittadella sia la campagna circostante.

L’organizzazione urbana

All’interno delle mura si sviluppava un impianto urbano ordinato, con una via principale lastricata che attraversava il borgo. Su di essa si affacciavano abitazioni di diversa tipologia: case semplici per contadini e artigiani, edifici più articolati per le famiglie di rango superiore, oltre a magazzini e spazi di servizio.

L’insieme suggerisce una comunità stabile e organizzata, capace di ospitare fino a circa 500 persone in caso di necessità.

La chiesa dei Santi Giovanni e Frediano

Di grande rilievo architettonico è la chiesa dei Santi Giovanni e Frediano, situata in prossimità dell’area centrale del borgo. Della struttura rimangono l’abside e parte delle murature perimetrali; nell’abside sono ancora visibili tracce di affreschi databili al 1275, elemento raro in un contesto rurale fortificato.

La chiesa rappresentava il centro del potere spirituale, in dialogo diretto con quello feudale incarnato dal mastio.

Il sistema idrico e le attività produttive

Fondamentale per la sopravvivenza durante gli assedi era il sistema idrico. Castelvecchio disponeva di una grande cisterna sotterranea, capace di raccogliere fino a 60.000 litri di acqua piovana, collegata ai tetti e alle superfici pavimentate tramite canalizzazioni.

Sono inoltre riconoscibili i resti di due mulini, dotati di grandi macine in pietra, indispensabili per la lavorazione dei cereali.

Conflitti, declino e abbandono

Nel XIII secolo Castelvecchio fu coinvolto nei conflitti di confine tra San Gimignano e Volterra. Nonostante assedi e attacchi, la cittadella non fu mai espugnata con la forza, ma occupata solo attraverso inganni e tradimenti, come nel 1250 e nel 1268.

A partire dal XIV secolo, con la perdita di importanza strategica e la costruzione della nuova fortezza di Castel San Gimignano, iniziò il declino.

La peste del 1348, nuove epidemie, il terremoto del 1452 e l’isolamento progressivo portarono allo spopolamento. Nonostante tentativi di recupero, come la ricostruzione del mastio nel 1450, Castelvecchio fu definitivamente abbandonato all’inizio del XVII secolo.

Castelvecchio oggi

Oggi il sito è inserito nella Riserva Naturale di Castelvecchio, istituita nel 1996, che tutela non solo le rovine ma anche il paesaggio boschivo circostante.

Castelvecchio rappresenta uno degli esempi più completi e leggibili di borgo fortificato medievale della Val d’Elsa, un luogo in cui l’architettura militare, la vita quotidiana e la relazione con il territorio emergono con rara chiarezza.

Approfondimenti

Il sito si trova in una proprietà privata, è sottoposto a vincoli archeologici da parte della soprintendenza, all' interno di un parco regionale protetto.
Per tutte queste ragioni, i visitatori devono essere accompagnati da persone autorizzate dal Gruppo Storico Castelvecchio, associazione culturale di San Gimignano, che ha i necessari permessi sia della proprietà, sia della soprintendenza. La visita può essere richiesta tramite e-mail all'indirizzo gruppostoricocastelvecchio@gmail.com oppure al numero 338 7530476.