Mulazzo - Castello Malaspina e Torre di Dante

Dove si trova

Dall'autostrada della Cisa A15, uscire a Pontremoli, seguire la direzione Mulazzo lungo la SP 32. Il comune di Mulazzo è compreso nella Lunigiana, alla destra del fiume Magra.

La storia

Mulazzo fu feudo imperiale appartenuto alla famiglia Malaspina dal 1164 con il titolo di marchesato ma oggi delle sue potenti fortificazioni restano ben poche tracce. Fra queste ciò che resta della 'Torre di Dante' che costituiva il nucleo centrale della primitiva struttura fortificata, datata secolo X°. Alcune fonti ne attribuiscono l'origine all'età Bizantina. Al momento del suo massimo sviluppo era alta ben sei piani, più di 30 metri, con accesso dal primo piano al quale si accedeva a mezzo di una scala in legno. Oggi è ridotta a un sesto della sua altezza in quanto per gran parte fu abbattuta, perchè a rischio crollo, intorno al 1750. La torretta circolare che vi è addossata risale al XV° secolo.

La Torre è l'unica in tutta la Lunigiana ad avere forma esagonale, originariamente era cinta da una muraglia all'interno della quale fu costruito un castello poi ampliato da Corrado Malaspina l'Antico. Dante fu qua ospitato dai Malaspina dall'aprile 1306 alla primavera dell'anno successivo. Di questa struttura già restavano scarse tracce all'inizio del '500, quando fu definitivamente abbandonata. Al Comune restò solamente la Torre, fulcro delle feste cittadine e poi anche prigione e polveriera.

Sul versante opposto, quello rivolto ai territori del Genovesato, nel secolo XVI° fu eretto il castello a difesa del borgo, oltre che a dominio della direttrice viaria che risaliva verso i Casoni e la Val di Vara. Divenne la dimora esclusiva del ramo malaspiniano detto appunto 'del castello'. Al suo fianco i marchesi, per loro comodità, costruirono l'acquedotto di cui restano poche tracce (dette 'gli Archi' e oggi simbolo di Mulazzo). Su questo versante si apriva la 'Porta Soprana' (o Genovese) della cinta muraria cittadina, ancora oggi intatta. L'altra porta, quella 'Sottana', sorgeva appena sopra l’Oratorio di San Rocco.

Il terreno di questa zona era particolarmente franoso e il castello decadde rapidamente, anche perchè a causa della sua importanza strategica, a guardia di una strozzatura della valle, fu più volte distrutto. I Malaspina per questo furono spinti a costruire la nuova residenza vicino alla Torre: alla metà del 1500 in questa area fu costruito dal Marchese Giovan Cristoforo un vasto Palazzo recintato che in pratica impediva l'uso della Torre al popolo. Gli accessi erano infatti situati entro i possessi dei marchesi, quali la corte (dove oggi è la scalinata) e uno direttamente dal piano nobile del Palazzo malaspiniano, lungo il camminamento ancora visibile che sale il colle verso la Torre.

Nel XVII° secolo per contrastare l'invasione Spagnola della Lunigiana il Granduca Ferdinando I de' Medici, che insieme al popolo di Mulazzo governana il territorio, pose qua un governatore Granducale e la Torre fu fortificata con l'aggiunta di bocche da fuoco. Più volte nacquero anche accese dispute fra il Comune di Mulazzo e i Malaspina per l'uso della Torre, concluse a favore del popolo che arrivò a pagare un canone annuale per avere l'uso della stessa.  L'ultimo feudatario fu Azzo Giacinto III, in epoca Napoleonica.