Dove si trova
Per raggiungere il Castello di Volognano si percorre la SP34, che da Firenze conduce a Rosano, per poi proseguire sulla SP90 verso Rignano sull'Arno.
La storia
Il Castello di Volognano sorge su una delle colline che dal territorio fiorentino degradano verso l’Arno, in posizione dominante sulla confluenza dell’Arno con la Sieve. Dal colle si apre un ampio panorama sulla Val di Sieve, il Valdarno, il Pratomagno e i rilievi di Vallombrosa. La posizione, particolarmente favorevole al controllo del territorio, contribuì a rendere Volognano un importante insediamento fortificato del contado fiorentino.
Le origini del sito potrebbero essere più antiche della fortificazione medievale. Presso il podere Bertinga, sulla pendice occidentale del colle, sono stati infatti individuati resti murari e materiali riferibili all’epoca romana. Non è tuttavia documentata una continuità diretta tra l’insediamento antico e il successivo castello.
Volognano è ricordato per la prima volta nel 1214, in documenti relativi alla chiesa di San Michele, mentre il castello compare in una carta dell’abbazia di Vallombrosa del 1220 e in un successivo atto del 1299, dove è indicato come castrum de Volognano.
Nel corso del XIII secolo il castello divenne una delle principali residenze della potente famiglia dei da Quona, originaria dell’omonimo castello sopra Remole. Dopo la distruzione di Quona nel 1143, diversi rami della famiglia si stabilirono in altri centri fortificati del contado, assumendo il nome dei luoghi nei quali si erano insediati. Nacque così anche il ramo dei da Volognano.
I da Volognano furono coinvolti nelle violente lotte tra guelfi e ghibellini che segnarono la storia fiorentina del Duecento. Nel 1267 numerosi membri della famiglia si trovarono tra i ghibellini asserragliati nel castello di Sant’Ellero, assediato e conquistato dalle forze fiorentine. La definitiva sconfitta della fazione ghibellina portò pochi decenni più tardi alla distruzione di Volognano.
Nel 1304, infatti, il governo guelfo di Firenze fece occupare e smantellare il castello come rappresaglia per il coinvolgimento dei suoi signori nelle lotte contro il Comune. La fortificazione venne privata della propria funzione militare, ma l’insediamento non fu completamente abbandonato: sulle strutture superstiti si sviluppò progressivamente una nuova realtà residenziale e agricola.
Dell’antico fortilizio sono ancora leggibili diversi elementi. Il complesso conserva parte della cinta muraria di forma ellittica, attraversata dall’attuale strada interna e caratterizzata da due antiche porte con arco a tutto sesto. Domina l’abitato il torrione del mastio, mentre altri tratti di muratura in pietra di alberese, un antico portale tamponato e particolari della lavorazione della pietra permettono di riconoscere le caratteristiche della struttura medievale. Questi elementi sono stati riferiti alla seconda metà del XIII secolo.
All’interno dell’antico recinto fortificato si trova anche la chiesa di San Michele, documentata già nel 1214 e più volte trasformata nel corso dei secoli. L’edificio attuale è in gran parte frutto del rifacimento ottocentesco, ma la sua presenza testimonia la continuità dell’insediamento dopo la distruzione del castello.
Dopo la perdita della funzione militare, Volognano venne trasformato in villa-fattoria e passò attraverso diverse famiglie. Tra i principali proprietari si ricordano i Martellini della Cerva, gli Anforti, i Della Ripa e infine i D’Ancona. Nell’Ottocento il complesso fu profondamente ristrutturato, assumendo l’attuale aspetto di villa-fattoria di gusto neogotico, pur conservando importanti testimonianze dell’antica fortificazione.
Una nuova fase ebbe inizio agli inizi degli anni Sessanta del Novecento, quando Ezio Pecchioli acquistò la tenuta e vi impiantò i primi vigneti specializzati, dando nuovo impulso alla vocazione vitivinicola di Volognano.
Oggi il Castello di Volognano conserva quindi una particolare stratificazione storica: dalla fortificazione medievale dei da Quona alla villa-fattoria ottocentesca, fino all’attuale tenuta agricola e vitivinicola. La torre, le mura e le antiche porte permettono ancora di riconoscere, all’interno dell’attuale complesso, le tracce dell’antico castello che per secoli dominò questo tratto del contado fiorentino.