Badia a Settimo

Testo di Alex Sorani


La Badia è facilmente raggiungibile dall'uscita Lastra a Signa della superstrada Firenze-Pisa Livorno.



La Badia di San Salvatore a Settimo,forse il più importante complesso religioso medievale della piana ad ovest di Firenze, è composta da una serie di edifici realizzati in varie epoche oggi visitabili solo in parte. Il nucleo più antico costituito dalla chiesa è stato fondato da Lotario dei Cadolingi, esponente dei Cadolingi di Fucecchio, all'inizio del secolo XI,sebbene alcuni documenti attestino la presenza cristiana sul sito già in epoca longobarda. Di questo primo periodo rimangono solo due lastre tombali oggi situate nella parete sinistra della chiesa.

Importante centro di potere per la chiesa che attraverso questo insediamento poteva controllare la ricca piana di Settimo, il complesso vide l'alternarsi alla guida del monastero prima i Benedettini Clauniacensi, poi i Vallombrosani di San Giovanni Gualberto ed infine, nel 1256, i Cistercensi di San Galgano, ai quali si deve la realizzazione del complesso edilizio che occuparono sino alle soppressioni Leopoldine.
L'aspetto attuale lo si deve però alle numerose trasformazioni che il complesso monastico ha subito nel corso degli anni.

La chiesa, sviluppata sulla planimetria del XI secolo e rialzata nel XIII secolo per il crescente impaludamento della zona dovuto alle frequenti inondazioni dell'Arno, si sviluppa su di uno schema a tre navate e tre absidi.Di epoca successiva sono le modifiche al coro ('400) e la realizzazione, nel '600, degli altari in pietra e dei pilastri rettangolari in stile barocco che inglobarono quelli medievali riducendo le arcate da cinque a tre. L'interno della chiesa custodisce numerose opere d'arte realizzate in varie epoche.

La testimonianza più antica è costituita da un ciclo di affreschi attribuiti al Buffalmacco di epoca trecentesca, mentre la zona presbiteriale è decorata da Domenico Ghirlandaio, cui alcuni lavori di affresco vennero commissionati nel 1487.

Di epoca successiva (tardo '500) sono invece le tele di Domenico Buti (Il martirio di san Lorenzo) e Giacinto Gemignani (San Bernardo converte Guglielmo duca d'Acquitania). La fiancata sinistra della chiesa è stata fedelmente ricostruita in seguito al crollo della torre campanaria (anch'essa ricostruita) avvenuta nel corso della II guerra mondiale per opera delle truppe tedesche. Le fortificazioni che cingono il complesso sono di epoca tre-quattrocentesca, mentre i chiostri denomianti chiostro Grande e chiostro del Melarancio vennero edificati nel XV secolo a fianco degli edifici preesistenti.

Attualmente la Badia si trova in una situazione anomala dovuta principalmente all'alienazione del patrimonio religioso avvenuta alla fine del '700; gran parte della struttura è infatti di proprietà privata e la visita è permessa solo nella zona di culto.

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